Di Luca Franceschi
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Antonio Giordano, deputato di Fratelli d’Italia e segretario generale di ECR Party, denuncia il deterioramento del clima politico nel Paese, puntando il dito contro quella che definisce come una responsabilità della sinistra. Il parlamentare racconta di essersi imbattuto personalmente, nella notte a Roma, in scritte che ritiene “folli e inaccettabili” apparse a pochi metri dal Palazzo di Giustizia. Tali scritte, rivolte contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, riprenderebbero secondo Giordano un immaginario pseudo-brigatista, seppur in modo improprio e caricaturale.
Giordano sostiene che questo fenomeno rappresenterebbe il risultato di un clima di odio alimentato anche dalle ambiguità presenti nel dibattito pubblico di sinistra. A suo avviso, i numerosi “ma” e le condanne non sufficientemente nette dell’odio finirebbero per legittimare derive pericolose nel contesto sociale e politico.
Il deputato collega questo episodio a un altro fatto di cronaca che lo preoccupa profondamente: gli attacchi sui social contro il comico Andrea Pucci, giunti a un livello tale da spingere l’artista a rinunciare alla partecipazione al Festival di Sanremo. Giordano evidenzia come gli insulti abbiano raggiunto un’intensità tale da mettere in discussione la sicurezza personale di Pucci e della sua famiglia.
Per Giordano è necessario un cambio di toni nel dibattito pubblico, specialmente da parte della sinistra. Il deputato sottolinea come le parole utilizzate nel confronto politico non rimangono astratte, ma possono concretizzarsi in atti reali da parte di persone vulnerabili dal punto di vista psicologico. Per questo motivo, invita a una maggiore consapevolezza delle conseguenze del linguaggio utilizzato nella sfera pubblica.
Come gesto di solidarietà nei confronti di Pucci, Giordano dichiara che assisterà ai suoi spettacoli teatrali e guarderà i suoi programmi televisivi, permanendo davanti allo schermo persino durante la pubblicità. Ritiene fondamentale che artisti e professionisti non siano costretti a rinunciare alle proprie opportunità professionali a causa di campagne di odio e intimidazione. Per questo motivo, conclude rivolgendosi direttamente a Pucci, lo esorta a resistere e a non arrendersi di fronte al boicottaggio che definisce moralmente inaccettabile.
