Di Luca Franceschi
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La deputata siciliana Daniela Morfino, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Ambiente, è intervenuta con un duro comunicato sulla situazione di Niscemi, dove una frana ha colpito il territorio evidenziando criticità nelle politiche di prevenzione e gestione del rischio idrogeologico.
Secondo Morfino, quanto accaduto a Niscemi non rappresenta un episodio isolato o una fatalità, ma il risultato di anni di decisioni sbagliate e di responsabilità mai assunte dalle istituzioni competenti. La parlamentare ha sottolineato come il territorio sia stato lasciato in una condizione di vulnerabilità, senza gli interventi di prevenzione necessari a garantire la sicurezza dei cittadini.
Le indagini in corso hanno coinvolto figure di primo piano del panorama politico siciliano e nazionale, tra cui il Ministro per la protezione civile Nello Musumeci e il Presidente della Regione Sicilia Renato Schifani. Di fronte a questo scenario, la deputata del M5S si è chiesta dove fossero le autorità preposte al controllo mentre il territorio mostrava i primi segni di cedimento.
La critica di Morfino si estende al modus operandi generale delle istituzioni, che secondo la sua analisi tendono a rinviare gli interventi necessari fino a quando non si verificano eventi drammatici. Solo dopo l’emergenza si attiva la ricerca di giustificazioni, mentre i cittadini rimangono esposti ai rischi.
Per la capogruppo pentastellata, i residenti di Niscemi non hanno bisogno di scuse o giustificazioni a posteriori, ma meritano sicurezza, risposte concrete e soprattutto la verità sui fatti accaduti. Ha inoltre evidenziato come chi ricopre ruoli istituzionali non possa sottrarsi alle proprie responsabilità, delegando alla magistratura compiti che spetterebbero alla politica.
Morfino ha concluso il suo intervento ribadendo che governare significa assumersi le responsabilità in ogni momento, anche quando risulta scomodo farlo. Per questo motivo, ha chiesto le dimissioni sia di Musumeci che di Schifani, qualora emergessero responsabilità specifiche dalle indagini in corso.
La richiesta di dimissioni viene motivata come un atto di rispetto verso un territorio caratterizzato da fragilità idrogeologica, verso una comunità che chiede di essere ascoltata e verso tutti coloro che vivono quotidianamente nel timore che il terreno sotto i loro piedi possa nuovamente cedere.
