Di Luca Franceschi
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Durante il summit NATO, gli alleati stanno firmando contratti dal valore complessivo di 50 miliardi di euro. Una cifra che ha suscitato le critiche del Movimento 5 Stelle, per voce del capogruppo in Commissione Esteri Francesco Silvestri, intervenuto nell’aula di Montecitorio.
Secondo Silvestri, mentre i cittadini italiani reclamano investimenti urgenti in settori fondamentali come sanità, istruzione, lavoro e infrastrutture, il governo si trova ad Ankara a siglare accordi miliardari destinati al settore degli armamenti. Il riferimento al caos che ha recentemente investito il sistema ferroviario italiano testimonia, secondo il parlamentare pentastellato, la necessità di priorità diverse rispetto a quelle perseguite dall’esecutivo.
Il Movimento 5 Stelle si dichiara fermamente contrario a questi investimenti nel settore bellico, definendoli profondamente sbagliati. Silvestri ha annunciato che, quando il suo partito sarà al governo, procederà al definanziamento di questi accordi.
La posizione del M5S non nega l’importanza della difesa nazionale, ma rivendica una diversa allocazione delle risorse pubbliche. Le ingenti somme destinate al riarmo dovrebbero essere invece utilizzate per rilanciare l’economia italiana, anziché incrementare i profitti dell’industria bellica.
