(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il senatore Mario Turco del Movimento 5 Stelle ha duramente criticato la premier Giorgia Meloni riguardo alla gestione del dossier MPS, accusandola di aver commesso “due scempi”.
Il primo errore, secondo Turco, è stato quello di dichiarare a borse aperte che il ruolo dello Stato in MPS è finito, causando il crollo del titolo. Il secondo di aver fatto questa dichiarazione nonostante il Tesoro detenga ancora il 4,8% della banca senese, con l’obiettivo di nascondere il ruolo del Governo nel risiko bancario.
Il vicepresidente del M5S ha sottolineato come Meloni e il ministro Giorgetti abbiano messo MPS, una banca risanata con 12 miliardi di risorse pubbliche, a disposizione di alcune cordate finanziarie, in particolare Caltagirone e Delfin, interessate a utilizzare MPS per scalare Mediobanca e controllare Generali.
Turco ha definito “penoso” il tentativo della premier di nascondere il vero ruolo del Governo, che secondo lui è stato molto attivo nella vicenda. Ha inoltre evidenziato come le dichiarazioni di Meloni siano arrivate il giorno dopo l’audizione in Commissione banche dei pm di Milano che stanno indagando sul presunto concerto nella scalata di MPS a Mediobanca e Generali.
I magistrati, ha ricordato il senatore, hanno dichiarato di possedere prove solide di un patto occulto risalente al 2019, che dal 2024 avrebbe trovato una sponda decisiva in Luigi Lovaglio, amministratore delegato di MPS ed espressione del Ministero dell’Economia.
Per questi motivi, Turco ha chiesto che Meloni e Giorgetti si presentino in Parlamento a riferire sulla vicenda, a partire dalla Commissione banche, dove il M5S ha depositato una richiesta urgente di audizione.
