(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La presidente della commissione di vigilanza Rai Barbara Floridia ha dichiarato che sulla paralisi imposta dalla maggioranza alla vigilanza Rai, Ignazio La Russa svia il discorso.
La Russa chiede che venga convocata la Vigilanza Rai “per procedere alle norme necessarie prima di ogni referendum”, facendo riferimento alla delibera per regolare spazi e tempi referendari in Rai. Ma questo la commissione lo ha sempre fatto, perché almeno sugli adempimenti di legge la maggioranza ha il buon cuore di “concedere” la sua presenza.
Il punto non è emanare la delibera, ma farla rispettare. Se la Rai dovesse violarla, se non rispettasse la par condicio, se facesse un uso distorto del servizio pubblico, dove se ne dovrebbe discutere se la Vigilanza è bloccata? È questo il tema.
La Russa dice che tenterà una moral suasion per far convergere le distanze tra maggioranza e opposizione sul nome del presidente Rai. Ma anche qui il punto è un altro, e cioè che il mancato voto su Simona Agnes viene usato come ricatto politico per non fare funzionare la Commissione. È questo il vero problema.
Ma c’è di più: La Russa ha un potere diretto e concreto. Può inserire all’ordine del giorno della Giunta per il Regolamento la richiesta delle opposizioni di convocare l’amministratore delegato della Rai in audizione. Può farlo subito. Lì non serve alcuna moral suasion.
Eppure questa richiesta resta insabbiata da un anno. Perché?
