Di Luca Franceschi
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L’obbligo di targatura per i monopattini elettrici entrerà in vigore il 16 maggio 2026, ma il sistema di rilascio delle targhe presenta gravi criticità organizzative che penalizzano i cittadini. La denuncia arriva dal deputato Antonino Iaria, capogruppo del Movimento 5 Stelle nella commissione Trasporti alla Camera, che punta il dito contro l’inefficienza del sistema messo in piedi dal Ministero.
Nonostante il decreto attuativo sia stato emanato a marzo, l’apparato amministrativo non risulta adeguatamente strutturato per gestire le richieste nei tempi previsti. Chi ha presentato domanda online per ottenere la targa, versando la cifra di 35 euro, si trova ora di fronte a un paradosso burocratico: il primo appuntamento disponibile presso gli uffici della Motorizzazione Civile è fissato per il 17 luglio 2026, due mesi dopo l’entrata in vigore dell’obbligo.
Il sistema di prenotazione prevede esclusivamente appuntamenti il venerdì mattina, con soli quattro slot mensili disponibili. Questa limitazione temporale crea un imbuto che rende impossibile smaltire le richieste in tempo utile. A complicare ulteriormente la situazione, il ritiro della targa deve avvenire esclusivamente di persona presso gli uffici della Motorizzazione, senza possibilità di spedizione postale o delega ad altri enti.
L’assenza di coinvolgimento degli enti territoriali rappresenta un’occasione mancata per semplificare la procedura. Comuni, Polizia Locale e Carabinieri potrebbero facilmente gestire la distribuzione delle targhe, alleggerendo il carico sugli uffici della Motorizzazione e offrendo maggiore capillarità territoriale.
Le conseguenze economiche per i cittadini risultano significative. Oltre ai 35 euro della targa, bisogna considerare i costi di viaggio e la perdita di una giornata lavorativa, portando l’esborso reale a circa 80 euro. Un importo che colpisce particolarmente chi utilizza il monopattino per necessità lavorative quotidiane piuttosto che per svago.
La situazione crea un cortocircuito normativo: cittadini che hanno rispettato le procedure e pagato regolarmente si troveranno automaticamente in contravvenzione dal 16 maggio, pur avendo adempiuto a tutti gli obblighi richiesti. Le sanzioni scatteranno immediatamente, penalizzando chi ha agito correttamente.
Esistono precedenti amministrativi che potrebbero essere applicati anche in questo caso. Per il rinnovo della patente di guida, chi ha prenotato la visita medica può circolare con un permesso provvisorio fino al completamento delle procedure. Lo stesso principio potrebbe essere esteso alla targatura dei monopattini.
La richiesta del Movimento 5 Stelle è duplice: una proroga dell’obbligo per chi è in attesa di ricevere la targa e l’attivazione immediata degli enti locali come punti di distribuzione. Questa soluzione permetterebbe di sanare le disfunzioni del sistema e garantire un servizio più efficiente ai cittadini.
La vicenda evidenzia le criticità di una norma tecnicamente mal costruita e di un’amministrazione impreparata a gestire l’impatto operativo delle nuove disposizioni. La micromobilità elettrica, settore in crescita nelle aree urbane, si trova così al centro di una battaglia ideologica che rischia di penalizzare ingiustamente gli utenti.
