Di Luca Franceschi
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La sentenza sul caso Milano non stabilisce che il cosiddetto “rito ambrosiano” fosse in linea con la legislazione vigente. Il verdetto afferma qualcosa di diverso: una prassi amministrativa consolidata nel corso degli anni, pur essendo considerata in contrasto con la normativa nazionale, avrebbe escluso la responsabilità penale degli imputati per mancanza di dolo e colpa. Si tratta di un passaggio che richiede un’attenta valutazione.
Per anni si è infatti proceduto utilizzando la semplice SCIA anche nelle situazioni in cui il Testo unico dell’edilizia prevedeva il permesso di costruire, con la conseguenza di diminuire oneri di urbanizzazione, standard urbanistici e dotazioni territoriali a carico dei privati.
Il quesito è elementare: chi, in che modo e in quale momento ha stabilito che a Milano potesse essere applicata una disciplina differente rispetto a quella in vigore nel resto del territorio nazionale?
Se realmente per decenni è stata applicata una prassi ritenuta oggi non conforme alla legge ma considerata talmente consolidata da escludere addirittura la responsabilità penale dei suoi protagonisti, allora la questione non riguarda il processo. La questione riguarda il sistema amministrativo e politico che ha permesso che ciò si verificasse, causando danni alle dotazioni urbanistiche della città e alle casse comunali.
La vicenda ha già prodotto un effetto tangibile: da quando sono iniziate le indagini per abuso edilizio e lottizzazione abusiva, Milano ha modificato le proprie procedure e attualmente, quando la legge lo prevede, richiede il permesso di costruire e pretende il pagamento degli oneri di urbanizzazione, dei servizi e delle dotazioni territoriali previsti dalla normativa nazionale.
Questo dimostra che il sistema precedente non era inevitabile e che l’azione della magistratura ha comunque ricondotto il capoluogo lombardo nell’alveo delle regole applicate in tutti gli altri comuni italiani.
È nell’interesse di tutti comprendere in che modo sia stato possibile che una prassi amministrativa difforme dalla legge sia diventata, col passare del tempo, la regola di una delle principali città del Paese.
