(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
Il deputato del Movimento 5 Stelle Marco Pellegrini ha definito la manovra economica del governo Meloni “una manovra di guerra”, accusando l’esecutivo di prepararsi a un conflitto militare attraverso investimenti di 23 miliardi in riarmo nei prossimi tre anni.
“Questa è una manovra di guerra, una legge di bilancio che si prepara a un conflitto militare e a investire 23 miliardi in riarmo nei prossimi tre anni. Lo fa tagliando sui bisogni e sulla carne viva di milioni di italiani in difficoltà e in modo da ricevere il plauso delle agenzie di rating”, ha dichiarato Pellegrini in Commissione Difesa della Camera.
Il parlamentare pentastellato ha sottolineato l’incoerenza del premier Meloni, che “quando era all’opposizione, accusava di truccare le carte” le stesse agenzie di rating di cui ora cerca il consenso.
Secondo Pellegrini, nella Legge di Bilancio “non c’è nulla per la crescita, nulla per i lavoratori, nulla per le famiglie, nulla per gli anziani, nulla per chi è in situazione di fragilità, nulla per le imprese”. Il deputato ha collegato questa situazione al crollo della produzione industriale registrato dall’insediamento del governo.
L’esponente M5S ha denunciato la volontà dell’esecutivo di “mettere in piedi una vera e propria economia di guerra”, citando un emendamento governativo che conferisce ai ministeri della Difesa e del Mit il potere di individuare “attività, aree e relative opere e progetti infrastrutturali per la realizzazione, l’ampliamento, la conversione, la gestione, lo sviluppo delle capacità industriali della difesa”.
“Sembra di essere tornati agli anni ’50, alla guerra fredda, in cui sembra normale che capi di stato o di governo o ministri europei dicano che bisogna prepararsi a mandare i propri figli in guerra”, ha osservato Pellegrini, definendo “non normale” che il capo di stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, abbia dichiarato di condividere le posizioni dell’ammiraglio Cavo Dragone su una guerra preventiva contro la Russia.
Il deputato ha fornito dati specifici sull’impegno militare del governo: “Da inizio legislatura Meloni e Crosetto hanno inviato al Parlamento la bellezza di 74 programmi di riarmo, per impegni di spesa da 25 miliardi e un valore complessivo di oltre 60 miliardi”.
“Questo governo sembra letteralmente impazzito: pensa solo al riarmo ignorando le priorità dei cittadini italiani che sono lavoro, sanità, imprese, scuola e pensioni”, ha concluso Pellegrini, definendo “grottesco” il fatto che maggioranza e governo continuino a negare di star sottraendo risorse al “Paese reale” per destinarle al settore delle armi.
