Di Luca Franceschi
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L’audizione del procuratore di Palermo De Lucia davanti alla commissione antimafia ha confermato una situazione estremamente allarmante ed emergenziale presente nelle carceri italiane. Il capo della procura di Palermo ha ribadito con maggiori dettagli quanto già denunciato nei giorni scorsi: non solo in Sicilia, ma in tutti gli istituti penitenziari italiani i boss mafiosi riescono a comunicare regolarmente e comodamente con l’esterno.
Il primo strumento utilizzato sono i telefoni cellulari, che vengono forniti ai detenuti appena entrano negli istituti penitenziari. Solo a Palermo ne sono stati trovati 297 in un anno e mezzo, un dato che fotografa l’entità del problema.
Secondo i rappresentanti del Movimento 5 Stelle in commissione Antimafia, questa situazione dimostra la assoluta inadeguatezza del ministro Carlo Nordio a ricoprire il suo incarico. Il ministro avrebbe infatti completamente ignorato questa situazione gravissima, lui che dovrebbe conoscerla meglio di tutti, arrivando addirittura a negarla e accusando il procuratore De Lucia di aver attaccato la Polizia Penitenziaria.
De Lucia non ha attaccato nessuno, ma ha semplicemente evidenziato come al momento la lotta alla mafia sia gravemente monca. Il procuratore ha posto una questione fondamentale: come si può chiedere alle vittime del racket di denunciare se poi vedono che i boss, dall’interno del carcere, possono commissionare ritorsioni nei loro confronti?
Il M5S ha espresso ringraziamenti per la chiarezza e la fermezza delle parole del procuratore e ha manifestato la propria solidarietà nei suoi confronti per gli attacchi ricevuti. I pentastellati hanno recentemente presentato cinque disegni di legge per aggiornare la normativa Antimafia.
Uno di questi progetti di legge si concentra particolarmente sul rafforzamento del circuito dell’Alta sicurezza, ritenuto oggi fuori controllo, sul contrasto anche tecnologico ad ogni forma di comunicazione dei detenuti con l’esterno attraverso telefoni cellulari, droni o altri mezzi, nonché sul contrasto all’introduzione di sostanze stupefacenti, denaro e altri oggetti.
Secondo i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, il ministro Nordio avrebbe dovuto lasciare il suo incarico già varie volte nel corso della legislatura. Per questo chiedono le sue dimissioni immediate, affinché possa porre fine a quella che definiscono una disastrosa gestione della Giustizia italiana.
