Di Luca Franceschi
///
Il Movimento 5 Stelle denuncia una grave lacuna nel nuovo testo base sulla riforma della legge elettorale presentato dalla maggioranza di governo. La proposta normativa, infatti, non contiene alcun riferimento al voto dei fuori sede, escludendo di fatto dalla riforma oltre 4 milioni di cittadini italiani.
Si tratta di persone che per ragioni di studio, lavoro o necessità sanitarie risiedono lontano dal proprio comune di residenza anagrafica e che, allo stato attuale, incontrano ostacoli significativi nell’esercizio del diritto costituzionale al voto. Una decisione che appare consapevole da parte del Governo e delle forze di maggioranza, che hanno scelto di ignorare questa platea significativa di elettori.
A denunciarlo è la deputata pentastellata Emma Pavanelli, prima firmataria della proposta di legge sul voto dei fuori sede, che era stata abbinata ai testi attualmente in discussione sulla riforma elettorale. L’esclusione di questa proposta dal nuovo impianto normativo viene definita una carenza intollerabile che riguarda direttamente i diritti democratici e la partecipazione dei cittadini.
Particolarmente critica appare la scelta della maggioranza alla luce del precedente dietrofront in occasione del referendum confermativo. In quella circostanza ci si sarebbe aspettati un’assunzione di responsabilità per rendere finalmente strutturale una misura di civiltà già adottata nella maggior parte dei Paesi europei.
Invece la situazione rimane immutata, costringendo milioni di persone a trovarsi davanti a una scelta difficile: sostenere costi economici elevati per poter tornare nel proprio comune di residenza e votare, oppure rinunciare all’esercizio di un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione.
Questa grave lacuna si inserisce in un quadro più ampio di criticità che caratterizza l’impostazione complessiva della riforma proposta dalla maggioranza. Il testo contiene infatti disposizioni considerate di dubbia costituzionalità e che rischiano di indebolire ulteriormente il ruolo dei cittadini elettori.
Al contrario, la riforma tenderebbe a rafforzare il controllo delle segreterie di partito e degli apparati politici, configurandosi come una legge pensata più per tutelare equilibri di potere interni che per rafforzare la rappresentanza democratica e la partecipazione popolare.
Il Movimento 5 Stelle annuncia che continuerà a portare avanti questa battaglia di civiltà e democrazia sia all’interno che all’esterno del Parlamento. L’obiettivo rimane quello di garantire realmente il diritto di voto a tutti i cittadini, senza che esistano discriminazioni territoriali o condizioni economiche che ne limitino l’esercizio.
