(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Il decreto del ministero della Salute sulla spesa sanitaria dei lavoratori frontalieri in Svizzera crea un’imposta sui redditi da lavoro che si traduce in una doppia tassa per quei lavoratori, dal momento che i loro redditi sono già tassati oltreconfine.
Si tratta di una misura profondamente sbagliata, che viola il principio di progressività sancito dall’articolo 53 della Costituzione e, con la sua retroattività, anche quella di certezza del diritto.
Su queste basi era stato infatti siglato l’accordo tra Italia e Svizzera sui lavoratori transfrontalieri, che impedisce per l’appunto la doppia tassazione per gli stessi redditi.
Oltre che di dubbia costituzionalità, quindi, il decreto del governo appare anche in violazione dell’accordo con la Svizzera, con il rischio di creare una distorsione nelle relazioni economiche e fiscali tra i due Paesi, oltre che un grave danno ai lavoratori.
Per tutti questi motivi, abbiamo presentato un’interrogazione ai ministri Schillaci e Giorgetti per chiedere loro di chiarire la ratio della retroattività del provvedimento, in che modo questa si concili con il dettame costituzionale e se non ritengano che il decreto possa arrecare danno agli interessi economici dei lavoratori italiani e delle imprese, nonché compromettere la competitività economica del Paese in ambito internazionale”.
Lo scrivono in una nota i senatori del Movimento 5 Stelle Bruno Marton ed Elisa Pirro, congiuntamente al gruppo territoriale M5S del Verbano-Cusio-Ossola.
