Di Luca Franceschi
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La Commissione europea ha incluso lo smart working tra le proposte contenute nella bozza del piano Save Energy EU, una misura finalizzata a contrastare il caro-energia che sta colpendo i Paesi membri dell’Unione.
La notizia ha sollevato immediate reazioni politiche in Italia, dove negli ultimi anni si è assistito a un progressivo smantellamento delle politiche di lavoro agile da parte del governo.
La deputata del Movimento 5 Stelle in commissione Lavoro, Valentina Barzotti, ha commentato la decisione europea attraverso i social network, evidenziando quella che definisce una contraddizione nell’approccio dell’esecutivo italiano.
Secondo Barzotti, l’inserimento dello smart working nel piano europeo rappresenterebbe una sconfessione delle politiche adottate dal governo Meloni, che negli ultimi anni ha ridotto significativamente l’utilizzo del lavoro agile nel settore pubblico.
Particolarmente critica la parlamentare pentastellata nei confronti della decisione di eliminare lo smart working anche per i cosiddetti “lavoratori fragili”, una categoria che durante la pandemia aveva beneficiato di maggiori tutele attraverso il lavoro da remoto.
La vicenda mette in evidenza la divergenza tra l’approccio europeo, che considera il lavoro agile come strumento utile per il risparmio energetico, e le scelte dell’esecutivo italiano, orientate verso un ritorno al lavoro in presenza.
