Di Luca Franceschi
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Il deputato siciliano del Movimento 5 Stelle Davide Aiello interviene sul tema dell’occupazione nel Mezzogiorno, rivendicando il ruolo determinante delle politiche messe in campo dai governi precedenti.
Secondo il parlamentare pentastellato, mentre l’attuale esecutivo guidato da Giorgia Meloni si attribuisce i meriti del miglioramento dei dati occupazionali nel Sud Italia, la realtà dei fatti racconta una storia diversa. Il vero motore che ha sostenuto le politiche per il lavoro sarebbe stato avviato dal Governo Conte, attraverso le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e grazie al lavoro svolto dall’allora ministra Nunzia Catalfo.
A confermare questa tesi sarebbero gli stessi dati forniti dal Governo attuale. Il Programma Gol, finanziato con 4,4 miliardi di euro provenienti da fondi europei, rappresenta una delle misure di politica attiva più rilevanti degli ultimi anni nel panorama italiano.
Grazie a questi investimenti, oltre 2 milioni di cittadini hanno potuto beneficiare di percorsi di formazione e aggiornamento professionale, trovando successivamente un’occupazione. Un risultato particolarmente significativo si registra in Sicilia, che risulta essere la Regione del Mezzogiorno con il maggior numero di beneficiari raggiunti dal programma: più di 208mila persone hanno ottenuto un impiego dopo essere entrate nel circuito del Gol.
Il deputato Aiello utilizza una metafora efficace per sintetizzare la situazione: la destra al governo starebbe raccogliendo i frutti di un albero che non ha piantato.
Da diversi mesi si assiste a una narrazione che celebra in modo trionfalistico i progressi dell’occupazione nelle regioni meridionali. Tuttavia, secondo il rappresentante del M5S, sarebbe più corretto e onesto riconoscere che questi risultati derivano in misura significativa dagli strumenti costruiti dal Movimento 5 Stelle e finanziati attraverso il Pnrr, frutto della negoziazione condotta dal presidente Giuseppe Conte.
La conclusione del deputato siciliano è un invito all’onestà intellettuale: chi oggi guida il Paese da Palazzo Chigi dovrebbe avere il coraggio di ammettere che, senza quelle risorse e senza quelle riforme strutturali messe in campo in precedenza, i proclami sull’occupazione sarebbero rimasti semplici slogan elettorali senza alcun riscontro nella realtà.
