(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Non c’è solo il dramma di una crescita azzerata, con l’Italia sotto la media dell’Eurozona nel 2025 e 2026. Nelle odierne stime Istat c’è anche il dramma di un Paese in cui l’aumento dell’occupazione, +1,3% nello stesso 2025, è più del doppio del misero aumento del Pil a +0,5%.
Questo significa che con il Governo Meloni-Giorgetti l’Italia è risprofondata in un modello da economia in via di sviluppo. L’apporto che l’occupazione dà alla crescita è risibile proprio perché è caratterizzata da bassi salari: a livello reale l’Istat ci ricorda che a settembre 2025 siamo ancora -8,8% rispetto al 2021.
È un modello economico quindi che favorisce ancora salari bassi, ancora investimenti ‘labour intensive’, vale a dire ad alta intensità di lavoro, in settori a basso contenuto tecnologico, prevalentemente in servizi maturi come bar e ristoranti che hanno bassa produttività. Un’economia da bar.
Questo è un modello da Paese in via di sviluppo, da Paese che ha un consistente bacino di manodopera da assorbire. Ancora, un modello in cui prevalgono non solo bassi salari, ma anche semioccupazione, quindi part time e precariato di vario tipo.
Ma l’Italia non è un Paese in via di sviluppo, è un Paese industriale che dovrebbe creare lavoro di qualità, invece stiamo sostituendo l’industria con lavori a basso contenuto tecnologico. È un quadro penoso ed è una direzione totalmente sbagliata”.
Lo comunica in una nota Pasquale Tridico, capodelegazione M5S al Parlamento europeo.
