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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «IMPRESE, APPENDINO (M5S): SU TRANSIZIONE 5.0 NON C’È LIMITE AL PEGGIO»

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16.38 - martedì 5 maggio 2026

Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino, componente della Commissione attività produttive della Camera, ha lanciato un duro attacco al Governo in merito alla gestione del piano Transizione 5.0. Secondo l’esponente pentastellata, sulla misura dedicata alle imprese “non c’è limite al peggio”.

Come riportato dal Sole 24 Ore in prima pagina, la nuova versione del provvedimento non vedrà attuazione prima di giugno. Un ritardo che Appendino definisce inaccettabile, soprattutto considerando che l’Italia sta attraversando il terzo anno consecutivo di crollo della produzione industriale.

La critica si rivolge direttamente ai ministri Giorgetti e Urso, ai quali viene contestato di procedere “con comodo” mentre le imprese attendono risposte concrete. La deputata sottolinea inoltre che il meccanismo stesso della misura poggia sull’iperammortamento, considerato già di per sé penalizzante.

Tra le principali criticità evidenziate emerge l’esclusione degli investimenti nei software in cloud da Transizione 5.0, una scelta che secondo Appendino va contro qualsiasi logica di transizione digitale e penalizza fortemente le aziende. A questo si aggiunge l’imposizione, nel decreto attuativo del Ministero delle imprese e del Mef, di ben cinque obblighi di comunicazione a carico delle imprese che intendono usufruire della misura.

La situazione attuale ricorda quanto accaduto sul finire del 2024, quando il Governo aveva “boicottato” la pur già problematica Transizione 5.0, bloccando improvvisamente i finanziamenti a novembre per cercare di contenere il deficit pubblico entro il 3% del PIL. Ora, secondo l’esponente M5S, l’esecutivo “ritorna sul luogo del delitto”, ritardando ulteriormente l’entrata in vigore della nuova versione del piano e limitandola con esclusioni e adempimenti burocratici.

Appendino ipotizza che queste scelte siano dettate dalla volontà di evitare che la misura “tiri troppo”, ovvero che muova troppi fondi rispetto alle politiche di rigore del ministro dell’Economia. Una strategia che però, come dimostrato recentemente, non riesce nemmeno a ottenere i risultati contabili perseguiti attraverso tagli e tasse.

La conclusione della deputata è netta: si tratta di “un fallimento nel fallimento”, perché le corse ai numeri di bilancio, senza quella crescita che potrebbe essere innescata da vere misure di incentivo agli investimenti delle imprese, sono destinate a non raggiungere mai l’obiettivo.

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