Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Mariolina Castellone, vicepresidente del Senato, ha lanciato una dura critica all’operato del governo sul tema dell’immigrazione, definendolo un fallimento su tutta la linea.
Secondo Castellone, l’immigrazione rappresenta il fulcro della propaganda governativa, un tema su cui l’esecutivo ha costruito l’intera campagna elettorale senza però disporre di proposte concrete per affrontarlo una volta arrivato al potere.
La senatrice ha elencato le promesse elettorali rimaste sulla carta: dai blocchi navali alla caccia agli scafisti su scala globale, dai centri in Albania fino all’ipotesi di avvocati finanziati dal governo per incentivare i rimpatri. Tutte iniziative che si sono rivelate semplice propaganda.
I dati ufficiali confermano il quadro tracciato dalla vicepresidente del Senato: gli sbarchi hanno raggiunto la cifra record di 320 mila unità, mentre i rimpatri sono diminuiti, passando dai 7 mila dell’epoca del governo Conte agli attuali 5 mila annui. A questo si aggiunge il drammatico bilancio delle vittime nel Mediterraneo, in costante crescita.
Quello che doveva essere il principale successo di questo esecutivo si è trasformato nel suo più grande insuccesso. Castellone ha sottolineato come sia necessario sottrarre il tema dell’immigrazione alla strumentalizzazione propagandistica e alla narrazione della paura portata avanti dalle destre, che parlano di “remigrazione” e denunciano invasioni che non esistono.
La senatrice pentastellata ha invitato a lavorare su proposte concrete per gestire un fenomeno di natura strutturale, citando come esempio virtuoso il modello canadese dei corridoi lavorativi.
Le dichiarazioni sono state rilasciate durante la conferenza stampa “Il diritto di viaggiare e il diritto di restare”, tenutasi a Palazzo Madama in occasione della presentazione del libro “La mia voce. Dalle rive dell’Africa alle strade d’Europa” di Ibrahima Lo.
