(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La vicenda del programma gestionale Ecm sembra assumere contorni ancora più inquietanti, con una possibile reazione intimidatoria del ministero della Giustizia contro la fonte che ha mostrato alla trasmissione Report una potenziale vulnerabilità dei computer dei magistrati.
Apprendiamo da un articolo del Corriere della Sera che il ministero della Giustizia, anziché dare spiegazioni al Parlamento e agli italiani, ha fatto un esposto contro il tecnico che, insieme a un magistrato, ha mostrato che è possibile accedere ai pc senza alcuna traccia o autorizzazione.
Il ministero di Nordio, anziché lavorare per difendere la Giustizia da possibili intrusioni, sta forse cercando di silenziare chi svela le sue falle?
Peraltro, se veramente il ministero ipotizza che il tecnico abbia compiuto una forzatura informatica per fare quell’accesso “invisibile” e non tracciato mostrato in televisione, siamo di fronte ad una clamorosa ammissione: è possibile spiare il computer di un magistrato senza che questi se ne accorga o dia l’autorizzazione.
Ricordiamo anche che la capo di gabinetto del ministro Nordio ha secretato gli atti relativi al programma gestionale Ecm, respingendo una richiesta scritta della trasmissione Report, e che secondo un dirigente del ministero quel programma doveva a tutti costi essere pienamente operativo per volere di Palazzo Chigi.
La vicenda sta diventando sempre più oscura, Meloni e Nordio pensano di cavarsela con la solita linea del silenzio e dell’aggressione a chi fa le pulci al governo? Si sbagliano di grosso.
Lo affermano i rappresentanti del M5S nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato.
