Di Luca Franceschi
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L’Italia dispone ora di un periodo di due anni per reintrodurre il reato di abuso d’ufficio nel proprio ordinamento giuridico, in conformità con quanto stabilito dalla nuova direttiva europea anticorruzione appena approvata. Tuttavia, il Parlamento italiano potrebbe agire con maggiore tempestività, senza attendere la scadenza del termine europeo.
Il Movimento 5 Stelle ha infatti predisposto una proposta concreta per accelerare questo processo di adeguamento normativo. Si tratta dell’emendamento 3.3, inserito nel pacchetto di modifiche presentato dal partito al Senato nell’ambito del decreto sicurezza attualmente in discussione.
Secondo quanto dichiarato dalla senatrice Ada Lopreiato, capogruppo pentastellato in commissione Giustizia di Palazzo Madama, l’approvazione di questo specifico emendamento consentirebbe di rimettere immediatamente l’Italia in linea con le nuove disposizioni europee in materia di lotta alla corruzione.
La parlamentare del M5S ha sottolineato come il gruppo politico avesse già anticipato quella che definisce una “grande tirata d’orecchio” nei confronti del governo Meloni e del ministro della Giustizia Nordio, offrendo contestualmente uno strumento legislativo per correggere la rotta in materia di legalità e tutela delle vittime di abusi di potere.
L’attenzione si concentra ora sull’atteggiamento che assumerà la maggioranza parlamentare in sede di commissione Affari Costituzionali, dove si deciderà se accogliere o respingere la proposta pentastellata. La senatrice Lopreiato ha espresso la speranza che sia giunto il momento di abbandonare atteggiamenti che definisce di “arroganza” per abbracciare invece una linea più costruttiva nella difesa della legalità e nella protezione dei cittadini dai soprusi del potere.
