(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
La deputata del Movimento 5 Stelle Valentina D’Orso ha risposto alle dichiarazioni di Antonio Di Pietro riguardo alla riforma della giustizia, chiarendo la posizione del suo partito sul ruolo del pubblico ministero dopo l’approvazione delle modifiche.
“Oggi Di Pietro ha insinuato che esisterebbe una contraddizione tra i sostenitori del ‘no’ sul ruolo del PM post-riforma. Lo voglio rassicurare. Nessuna contraddizione nel nostro ragionamento, ma un duplice effetto che si scatenerà con la riforma: avremo un PM forte con i deboli e debole con i forti”, ha dichiarato D’Orso.
Secondo la parlamentare pentastellata, la riforma creerà “un superpoliziotto nei confronti dei cittadini comuni, ostinato a sostenere fino alle estreme conseguenze le proprie accuse e le cui capacità verranno valutate da soli colleghi PM portati a misurare le performance a colpi di richieste di rinvii a giudizio, misure cautelari e condanne, con buona pace dei sedicenti garantisti”.
D’Orso ha poi evidenziato l’altro aspetto della questione: “Al contempo, un PM imbrigliato e addomesticato dalla ingombrante presenza politica, espressione del Governo di turno, nel CSM e nell’Alta Corte Disciplinare, che tenderà ad evitare indagini che possano disturbare ‘il manovratore'”.
La deputata ha spiegato il meccanismo che, secondo la sua analisi, si innescherà: “Il pm post-riforma per non avere ripercussioni sulla carriera e ritorsioni disciplinari da parte della politica preferirà non avventurarsi più in inchieste scomode che pestano i piedi ai potenti, mentre non avrà questo tipo di remore nei confronti del cittadino comune”.
“Il meccanismo è molto semplice e stupisce francamente che Di Pietro non colga la pericolosità di un impianto che è l’ennesimo tassello posto da questo Governo per realizzare il disegno di una giustizia classista”, ha concluso D’Orso.
