(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il capogruppo M5S in commissione cultura alla Camera Antonio Caso ha sollevato forti critiche riguardo alla circolare inviata dal Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara alle scuole italiane in occasione del Giorno della Memoria.
“In occasione del Giorno della Memoria, il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha inviato una circolare alle scuole italiane, richiamando l’importanza del ricordo della Shoah e del messaggio universale del ‘mai più'”, ha dichiarato Caso.
“Proprio quel ‘mai più’, però, rischia oggi di essere svuotato di significato. ‘Mai più’ sono le parole che, giustamente, accompagnano il Giorno della Memoria. Ma il genocidio del popolo ebraico ad opera del nazifascismo non è solo un terribile evento storico, né può essere trattato come tale”.
Secondo il parlamentare pentastellato, “gli orrori della Shoah hanno spinto il mondo a parlare di diritto internazionale e di diritti umani, con l’obiettivo di impedire che simili atrocità potessero ripetersi. E quando i protagonisti, diretti o indiretti, sono spesso proprio coloro che si richiamano al ‘mai più’, ci troviamo davanti a un’enorme ipocrisia”.
Caso ha poi puntato il dito contro l’approccio adottato dall’Italia: “L’Italia non fa eccezione. La circolare inviata dal Ministro Valditara alle scuole appare come una vera e propria operazione di amnesia storica e politica. Nelle parole del Ministro, il fascismo sembra non essere mai esistito”.
“Scompaiono le leggi razziali fasciste del 1938 e assistiamo a una sistematica decontestualizzazione dei fatti storici. Il male viene raccontato come un’entità astratta, senza responsabili, cancellando le responsabilità politiche e ideologiche di chi quelle atrocità le ha volute, costruite e attuate”, ha aggiunto.
Il capogruppo M5S ha concluso sottolineando che “così il ‘mai più’, privato del racconto di ciò che sono stati davvero fascismo e nazismo, rischia di ridursi a una narrazione solo emotiva, incapace di fornire alle studentesse e agli studenti gli strumenti per comprendere l’origine dei mali del passato e di quelli del presente”.
