Di Luca Franceschi
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Il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, Luca Pirondini, ha lanciato un duro attacco al governo italiano per la gestione della vicenda relativa al sequestro degli attivisti della Global Sumud Flotilla. Sono trascorse più di ventiquattro ore dal rapimento di decine di attivisti, tra cui diversi cittadini italiani, ma l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni continuerebbe a mantenere un atteggiamento sostanzialmente passivo, limitandosi a qualche dichiarazione tardiva del ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Il senatore pentastellato ha ribadito con forza la richiesta di liberazione immediata dei connazionali coinvolti nell’operazione, esprimendo vicinanza alle loro famiglie che stanno attraversando ore di profonda angoscia. Le stesse famiglie denuncerebbero inoltre la carenza di informazioni da parte del ministero della Farnesina sulla situazione dei loro cari.
Secondo Pirondini, Israele avrebbe compiuto un vero e proprio atto di pirateria internazionale, configurandosi come l’ennesimo abuso di un governo definito criminale che reprimerebbe con violenza chiunque tenti di denunciare quello che viene definito un genocidio in corso a Gaza e nei territori palestinesi occupati.
Il nodo politico della questione, ha sottolineato il capogruppo M5S, risiederebbe nel fatto che il premier israeliano Benjamin Netanyahu potrebbe contare su un’impunità assoluta proprio grazie al silenzio di governi come quello italiano. Un ministro degli Esteri con la schiena dritta, ha affermato Pirondini, avrebbe immediatamente convocato l’ambasciatore israeliano, mentre una presidente del Consiglio che si rispetti sarebbe intervenuta pubblicamente senza indugi.
La conclusione del senatore del Movimento 5 Stelle è stata netta e senza appello: mai come in queste ore, ha dichiarato, non condannare equivale a essere complici di quanto sta accadendo.
