Di Luca Franceschi
///
Il Senatore Mario Turco, Vicepresidente e Responsabile della Politica economica e fiscale del Movimento 5 Stelle, ha espresso una dura presa di posizione contro l’ipotesi avanzata dal Commissario Fitto di utilizzare i fondi di coesione e il Just Transition Fund per fronteggiare l’emergenza energetica. Secondo Turco si tratta di una scelta miope e di estrema gravità, che trasformerebbe territori come Taranto e il Sulcis nel bancomat per coprire il fallimento delle politiche energetiche e industriali dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
Il Just Transition Fund è stato concepito con uno scopo ben preciso: accompagnare la riconversione economica, industriale e occupazionale delle aree maggiormente colpite dalla transizione ecologica. Non può essere utilizzato per tamponare emergenze o per coprire interventi di breve periodo sul caro bollette.
Taranto e il Sulcis rappresentano territori che da anni attendono interventi strutturali: bonifiche ambientali, investimenti produttivi, diversificazione del tessuto industriale, innovazione, tutela della salute dei cittadini e la creazione di nuova occupazione sostenibile. Dirottare queste risorse verso altre finalità equivarrebbe a tradire comunità che hanno già sostenuto costi enormi dal punto di vista ambientale, sanitario e sociale.
Il senatore pentastellato ha sottolineato la gravità del fatto che proprio un commissario europeo di nazionalità italiana proponga di piegare la politica di coesione e il Just Transition Fund a logiche di gestione emergenziale, svuotandone completamente la missione strategica di lungo periodo.
Le stesse Regioni europee hanno già lanciato l’allarme sul rischio concreto di trasformare i fondi di coesione in uno strumento di emergenza da utilizzare indiscriminatamente. Ed è precisamente quello che sta accadendo in questo momento.
Il Movimento 5 Stelle ha annunciato la propria ferma opposizione a qualsiasi tentativo di sottrarre risorse ai territori che stanno attraversando la transizione industriale. Taranto e il Sulcis hanno diritto a un futuro di sviluppo sostenibile, non a diventare oggetto dell’ennesima operazione di propaganda costruita sulle inefficienze e sui fallimenti del Governo.
