(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
Grazie all’attenzione costante che ho deciso di dedicare al tema, abbiamo raggiunto un importante risultato sul diritto alla preservazione della fertilità per le donne italiane.
Ieri, infatti, rispondendo ad una mia interrogazione, il governo si è esposto in Commissione Affari Sociali alla Camera sul cosiddetto social freezing, ovvero la crioconservazione degli ovociti che permette alle donne di congelare i propri ovociti a scopo preventivo, anche in assenza di patologie o di un percorso PMA immediato.
Parliamo di una tecnica che oggi può costare dai 3 ai 5mila euro a ciclo, perché la copertura pubblica è limitata ai percorsi oncologici.
Ciò nonostante, si tratta di una tecnica cui sempre più donne ricorrono, come testimonia il fatto che i centri che si sono resi disponibili a fornire dati sono passati da 25 a 72 nel giro di dieci anni, mentre i cicli sono passati da 113 nel 2014 a 802 nel 2023.
Nella sua risposta, il governo ha aperto alla possibilità che la crioconservazione venga resa possibile, attraverso una normativa ad hoc, alle donne che desiderano intraprendere questo percorso.
È un passaggio importante che apre un canale di lavoro su una legge strutturata, come quella che ho presentato nel luglio di quest’anno.
Continueremo a lavorare affinché dalle parole si passi ai fatti.
È arrivato il momento di rendere la preservazione della fertilità un diritto per tutte le donne, garantendo loro libertà di scelta e accesso alla procedura senza ostacoli economici o burocratici.
Non è una questione di privilegi, ma di diritti: una possibilità concreta per migliaia di donne.
Lo ha dichiarato Carmen Di Lauro, deputata del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Sociali.
