Di Luca Franceschi
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Il governo ha autorizzato un nuovo finanziamento da 149 milioni di euro per l’ex Ilva di Taranto. Si tratta di un ulteriore probabile sperpero di denaro pubblico che si aggiunge alle masse passive di Ilva in amministrazione straordinaria e di Acciaierie d’Italia, ai debiti della gestione commissariale e ai prestiti pubblici concessi negli anni e mai restituiti.
La situazione complessiva raggiunge l’ordine dei miliardi, senza che sia stato risolto nulla. Il polo siderurgico resta inquinante, improduttivo e privo di una vera prospettiva industriale.
Il ministro Adolfo Urso da settimane annuncia come imminente la cessione dell’acciaieria, ma finora tutte le scadenze indicate sono state disattese. Sono quattro anni che si attende invano una soluzione concreta.
Se il Governo ritiene che gli aspiranti acquirenti, Flacks e Jindal, hanno manifestato la volontà di restituire questo nuovo prestito, allora deve pretendere subito garanzie reali precise, vincolanti e messe nero su bianco.
Altrimenti si è davanti all’ennesimo film già visto: soldi pubblici per tirare a campare, nessuna strategia sulla transizione, nessun vero rinnovamento produttivo. Al primo problema di liquidità, paga ancora Pantalone.
Così non può funzionare. È necessario che il ministro dica la verità, non si può continuare con le prese in giro.
Lo ha dichiarato in una nota il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione di inchiesta sulle banche.
