(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Roma, 20 gennaio – “Con questo decreto è stata persa un’occasione importante per chiudere un capitolo nero sulla storia dell’Ex Ilva. Non c’è una strategia da parte del governo, si tampona un’emergenza e si lasciano in sospeso una serie di criticità che gravano sul territorio.
Le risorse non sono sufficienti, si limitano a una continuità temporanea, non si affronta il nodo fondamentale della sicurezza. Non si costruisce, ancora una volta, un percorso che conduca alla decarbonizzazione, e non vengono fornite garanzie sul piano occupazionale.
Non esiste un accordo di programma che metta in campo obiettivi chiari, non si parla di chiusura delle fonti inquinanti, di fondi da destinare alle bonifiche, di un serio e concreto piano di riconversione industriale.
Il Movimento 5 Stelle ha presentato interrogazioni parlamentari, proposte, ma come al solito non ci sono state risposte. La manutenzione, la sicurezza, non si possono rimandare.
Gli impianti inquinanti vanno chiusi, bisogna mettere in campo un piano di bonifica e una riconversione economica, sociale e culturale. Questo provvedimento invece è privo di soluzioni strutturali.
L’esecutivo sta continuando a violare la sentenza della Corte di giustizia europea che impone la sospensione delle attività per assenza di sicurezza, ha definanziato il progetto Cantiere Taranto, ha fatto errori nella gara del Piano nazionale di ripresa e resilienza e cancellato i fondi per forni elettrici a idrogeno verde.
Non è stato capace di intercettare fondi europei, si sta continuando con un ciclo a carbone, si va avanti con misure tampone e prestiti destinati a tappare buchi.
Una maggioranza che ha anche tolto soldi delle bonifiche, oltre 400 milioni di euro, però è stata pronta a introdurre lo scudo penale e l’AIA decennale a carbone.
Non ci sono scuse o giustificazioni, è una maggioranza incapace di agire, di programmare, di guidare il Paese”.
Così Leonardo Donno, deputato M5S e coordinatore regionale Puglia, in dichiarazione di voto sul decreto Ex Ilva.
