News immediate,
non mediate!
Categoria news:
OPINIONMIX

M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «DONNA UCCISA A LORETO: ASCARI (M5S), DIRE CHE NON È FEMMINICIDIO SIGNIFICA NON CAPIRE VIOLENZA MASCHILE SU DONNE»

Scritto da
17.45 - lunedì 13 luglio 2026

Di Luca Franceschi
///

Luigia Fortunato aveva 33 anni e giovedì scorso è stata uccisa a Loreto dall’ex compagno Sami Khemaies. I due, da tempo separati ma ancora sotto lo stesso tetto, avevano scelto di continuare a vivere insieme per non turbare il figlio di 8 anni.

Giovedì si è consumata l’ultima lite: lui l’ha accoltellata, massacrata, per poi presentarsi in caserma e costituirsi. Tuttavia, per la Procura di Ancona non si tratterebbe di femminicidio, bensì di omicidio volontario, poiché non ci sarebbero gli elementi che provano un quadro di odio costante, reiterato, di continue violazioni, intimidazioni o limitazioni della libertà della donna in quanto donna.

La deputata Stefania Ascari, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione bicamerale di inchiesta sul Femminicidio e la violenza di genere, ha espresso forte disappunto per questa qualificazione giuridica del delitto.

Come se una separazione in corso, la convivenza forzata, la pressione sulla gestione del figlio, la scelta di colpire a morte l’ex compagna dentro casa non fossero già, di per sé, violenza di genere. Affermare che non si tratta di femminicidio significa non comprendere ancora come funzionano i meccanismi della violenza maschile sulle donne, che non è sempre fatta di denunce, accessi al pronto soccorso, lividi e referti.

In tantissimi casi la violenza avviene attraverso ricatti emotivi, paura, controllo economico, isolamento dalle reti familiari e dalle amicizie, minacce, denigrazione. È una violenza quotidiana e logorante che non sempre mostra segnali evidenti all’esterno fino a quando non si trasforma in tragedia.

Chi opera nella giustizia ha il dovere di conoscere tutto ciò. Serve formazione obbligatoria sulla violenza di genere anche e soprattutto ai giudici, perché derubricare il femminicidio in lite familiare è un’ulteriore forma di violenza istituzionale verso la vittima.

Quando neppure da uccise le donne sono riconosciute vittime di femminicidio, la responsabilità è anche dello Stato che le nega, le cancella e le uccide una seconda volta. Oltre a punire, bisogna soprattutto prevenire.

In questo Paese viene uccisa una donna ogni tre giorni e finché non sradicheremo la cultura patriarcale e non introdurremo l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole, lo Stato continuerà ad arrivare sempre troppo tardi.

Non si può continuare a piangere sui corpi delle donne, si deve arrivare prima. È necessario fare tutto il possibile per interrompere questa strage annunciata e continua, ha concluso la deputata Ascari.

Categoria news:
OPINIONMIX

Per donare ora, clicca qui



A.I. - IMPAGINAZIONE EDITORIALE OPINIONE
POSSIBILE UTILIZZO INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Opinione si avvale di applicazioni basate su Intelligenza artificiale al fine di ottimizzare l'impaginazione editoriale curata dalla nostra redazione.
I contenuti potrebbero presentare interpretazioni di testo difformi dall'originale del comunicato stampa ricevuto: nel caso è gradita una segnalazione a: [email protected]


© RIPRODUZIONE RISERVATA
DELLA FONTE TITOLARE DELLA NOTIZIA E/O COMUNICATO STAMPA

È consentito a terzi (ed a testate giornalistiche) l’utilizzo integrale o parziale del presente contenuto, ma con l’obbligo di Legge di citare la fonte: “Agenzia giornalistica Opinione”.
È comunque sempre vietata la riproduzione delle immagini.

I commenti sono chiusi.