Di Luca Franceschi
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Il deputato del Movimento 5 Stelle in commissione Lavoro, Riccardo Tucci, ha espresso dure critiche nei confronti del decreto Lavoro del governo in un’intervista rilasciata al quotidiano La Notizia.
Secondo il parlamentare pentastellato, il cosiddetto “salario giusto” rappresenterebbe una vera e propria “truffa semantica”. Tucci ha sottolineato come il provvedimento non preveda alcun incremento concreto nelle retribuzioni dei lavoratori, mentre allo stesso tempo opera tagli significativi sulle risorse precedentemente destinate alla proroga degli incentivi contemplati nel testo.
Sul tema del salario minimo, il deputato ha richiamato l’esperienza di altri Paesi europei che hanno già adottato questo strumento, evidenziando come abbia contribuito a contenere gli effetti del carovita, in particolare a beneficio dei lavoratori con le retribuzioni più basse. A sostegno della sua tesi, Tucci ha citato i dati dell’Ufficio parlamentare di bilancio che certificherebbero come i cittadini italiani stiano subendo le conseguenze di quella che ha definito “l’ottusità ideologica di Meloni”.
Particolarmente severo il giudizio sull’emendamento relativo al Trattamento economico complessivo, definito dal parlamentare come “un vero scandalo”. La nuova formulazione stabilirebbe infatti che del Tec facciano parte anche le prestazioni di welfare o altre indennità che abbiano un valore economico, una modifica che secondo il deputato stravolge il concetto stesso di retribuzione.
Più in generale, Tucci ha contestato l’intero impianto del decreto, definendolo inefficace e contraddittorio. In particolare, il deputato ha denunciato come i contratti “pirata” non vengano effettivamente messi al bando, nonostante le promesse della presidente del Consiglio. Secondo quanto previsto dal testo, sarebbe sufficiente che il loro Trattamento economico complessivo risulti equivalente a quello dei contratti collettivi nazionali di lavoro considerati “leader” per essere considerati validi.
La conclusione di Tucci è netta: con questo provvedimento si starebbe istituzionalizzando per legge il dumping salariale, ovvero quella pratica che consente di applicare condizioni economiche al ribasso nella competizione tra aziende.
