Di Luca Franceschi
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Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno abbandonato i lavori della Commissione Lavoro della Camera in segno di protesta contro l’assenza della ministra Marina Calderone. La titolare del dicastero era attesa per un confronto su una norma fortemente contestata dalle opposizioni, che la considerano una legittimazione dei cosiddetti contratti pirata.
I capigruppo delle tre forze politiche in Commissione hanno espresso dura critica per la scelta della ministra di non presentarsi proprio nel giorno in cui era chiamata a fornire chiarimenti su una disposizione che, secondo le opposizioni, colpisce direttamente la contrattazione collettiva. La ministra aveva precedentemente assicurato che avrebbe dedicato attenzione e approfondimento alla questione.
Le opposizioni denunciano che il Governo non ha compiuto alcun passo concreto per rivedere una norma che rischia di avere conseguenze molto gravi sul sistema contrattuale. Secondo Pd, M5S e Avs, la disposizione contestata potrebbe infatti aprire la strada alla legittimazione dei contratti pirata, indebolire la contrattazione collettiva nel suo complesso e favorire fenomeni di dumping contrattuale.
Per questi motivi, le tre forze politiche hanno deciso in modo unitario di lasciare i lavori della Commissione, definendoli una vera e propria farsa. Nella loro dichiarazione congiunta, i rappresentanti delle opposizioni hanno sottolineato come il Governo si assuma la piena responsabilità di uno strappo istituzionale che avrà ripercussioni dirette sui lavoratori e sulle parti sociali.
L’abbandono della Commissione rappresenta anche una presa di posizione netta a difesa del ruolo dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, che secondo le opposizioni viene messo in discussione dall’atteggiamento del Governo sulla questione.
