Di Luca Franceschi
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La deputata del M5S Anna Laura Orrico ha sollevato forti perplessità sull’emendamento presentato dalla Lega al decreto Lavoro. La norma proposta prevede che un contratto collettivo non rinnovato da sei anni cesserebbe di avere efficacia, una disposizione che la parlamentare definisce incredibile e senza precedenti.
Secondo l’analisi di Orrico, l’approvazione di questa norma avrebbe impatti significativi principalmente su due settori: quello dei giornalisti, il cui contratto collettivo nazionale è scaduto da dieci anni, e quello della sanità privata. La deputata sottolinea come proprio questi due ambiti siano notoriamente legati alla sfera di influenza del deputato leghista Antonio Angelucci, imprenditore attivo sia nel settore editoriale che in quello sanitario.
La parlamentare del Movimento 5 Stelle evidenzia la difficoltà nel non ravvisare un evidente conflitto tra interesse pubblico e interessi privati in questa proposta legislativa. Invece di adoperarsi per favorire il rinnovo dei contratti e rafforzare le tutele dei lavoratori, secondo Orrico la destra sceglie ancora una volta di scaricare il peso delle proprie decisioni politiche sulle spalle dei lavoratori, smentendo così la propria retorica di difensori del mondo del lavoro.
La contrattazione collettiva non può essere cancellata per decreto, sostiene la deputata, ricordando che se esistono contratti bloccati da anni, la responsabilità ricade anche su chi ha impedito rinnovi dignitosi e aumenti salariali adeguati. Colpire i lavoratori per le inefficienze del sistema rappresenta una scelta inaccettabile.
Per questi motivi, Orrico chiede il ritiro immediato della norma proposta e auspica l’avvio di un confronto serio finalizzato a garantire rinnovi contrattuali rapidi, salari adeguati e diritti certi. La deputata conclude affermando con fermezza che il lavoro non può diventare terreno di conquista per interessi politici ed economici.
