Di Luca Franceschi
///
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Lavoro alla Camera, Dario Carotenuto, ha espresso dura critica nei confronti della riformulazione dell’emendamento dei relatori sulla definizione di trattamento economico complessivo. L’intervento arriva a poche ore dall’approdo del testo in Aula.
Secondo Carotenuto, la riformulazione proposta è semplicemente inaccettabile e risulta persino peggiorativa rispetto alla versione originale. Con questo emendamento si diluisce la retribuzione effettivamente percepita dal lavoratore all’interno di una sommatoria di voci eterogenee, includendo welfare aziendale, indennità e altri istituti che non aumentano il denaro disponibile mensilmente. Questa scelta, secondo il parlamentare pentastellato, indebolisce ulteriormente il già fragile potere d’acquisto dei lavoratori.
Il rischio concreto è quello di legittimare salari monetari insufficienti, purché compensati da prestazioni accessorie. Ma la realtà quotidiana è ben diversa: affitto, bollette e spesa si pagano con lo stipendio, non con il valore teorico di una polizza sanitaria o di un fondo assistenziale.
Carotenuto richiama l’articolo 36 della Costituzione, che parla esplicitamente di una retribuzione sufficiente a garantire un’esistenza libera e dignitosa. Trasformare il welfare da integrazione del salario a suo possibile sostituto significa indebolire i diritti dei lavoratori e favorire una pericolosa compressione delle retribuzioni.
Il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle ha ritenuto giusto lasciare i lavori della commissione per non assistere a quella che viene definita una farsa. Votare contro tale provvedimento è considerato quantomai necessario per tutelare i diritti e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori italiani.
