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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «DL LAVORO, CAROTENUTO (M5S): ASSENZA CALDERONE DIMOSTRA CHE A GOVERNO NON IMPORTA NULLA DEI LAVORATORI»

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15.20 - giovedì 11 giugno 2026

Di Luca Franceschi
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Il capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Lavoro alla Camera, Dario Carotenuto, ha espresso dure critiche nei confronti del decreto Lavoro e dell’operato del Governo. Secondo il parlamentare pentastellato, il provvedimento non prevede alcuno stanziamento concreto destinato ai lavoratori italiani, né risorse effettive per contrastare l’erosione dei salari causata dall’inflazione.

Carotenuto ha denunciato come i fondi previsti siano stati semplicemente reperiti per consentire alla premier Giorgia Meloni di tenere l’ennesima conferenza stampa dal tono trionfalistico in occasione del 1° Maggio. Il decreto ha visto sia la commissione Lavoro che l’Aula di Montecitorio penalizzate da una maggioranza e da un Esecutivo che hanno mostrato apertamente le loro divisioni interne, impedendo così alle opposizioni di entrare nel merito delle questioni.

La grande assente è stata la ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone, che non si è mai presentata nonostante le ripetute richieste di presenza avanzate dall’opposizione. Alle sollecitazioni è stato risposto che la ministra si trovava a Ginevra. Secondo Carotenuto, questo dimostra come per Calderone il Parlamento sia considerato inutile, una semplice formalità. La sensazione percepita è stata esattamente questa.

Tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni sono stati respinti in blocco, senza alcuna possibilità di discussione. Il deputato ha evidenziato come la ministra avrebbe dovuto prendere esempio proprio da Ginevra, dove il salario minimo è fissato a 26 euro l’ora. Invece, con questo decreto, il Governo Meloni ha inventato il cosiddetto “salario giusto”, definito da Carotenuto come l’ennesimo specchietto per le allodole finalizzato a contrastare la proposta sul salario minimo, che ha raccolto 120mila firme dei cittadini.

L’Esecutivo ha deciso di far rientrare nel Trattamento Economico Complessivo anche prestazioni di welfare, polizze sanitarie private e altre voci accessorie. Con i propri emendamenti, il Movimento 5 Stelle aveva avanzato tre richieste precise: escludere il welfare dal calcolo del Trattamento Economico Complessivo, introdurre una soglia minima di 9 euro l’ora e mettere fuori gioco i contratti pirata.

Nessuna di queste proposte è stata accolta. Al contrario, il Governo ha favorito per l’ennesima volta il deputato leghista Angelucci, definito il re delle cliniche private. Inoltre, attraverso un ordine del giorno di Fratelli d’Italia, è stata aperta la strada alla prescrizione dei crediti da lavoro in costanza di rapporto, ovvero quando il lavoratore si trova in una posizione di ricattabilità.

Carotenuto ha concluso affermando che la dignità del lavoro è un’altra cosa e che la battaglia del Movimento 5 Stelle affinché sia realmente garantita continuerà con ancora maggiore determinazione.

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