(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il deputato del Movimento 5 Stelle Antonio Ferrara ha criticato duramente il decreto legge Ilva durante la discussione generale alla Camera, definendolo privo di visione strategica e paragonandolo al tentativo di “riempire un secchio bucato con la speranza che l’acqua resti dentro”.
Secondo Ferrara, il provvedimento si limita a “finanziamenti di breve periodo, coperture emergenziali e terminologie giuridiche creative”, senza prevedere una logica di risultati concreti e obiettivi vincolanti.
Il deputato pentastellato ha evidenziato le principali mancanze del decreto: “Non ci sono standard per la sicurezza certificati, non ci sono obiettivi di decarbonizzazione, non ci sono traguardi per la competenza tecnologica, non ci sono piani seri per l’indotto e il tessuto produttivo territoriale”.
Particolare attenzione è stata rivolta alle criticità della sicurezza, con Ferrara che ha sottolineato come “non possiamo parlare di continuità se si verificano incidenti tenuti all’oscuro dei rappresentanti per la sicurezza e se i sindacati denunciano le gravi lacune nei protocolli di prevenzione”.
Il deputato M5S ha ricordato come negli scorsi anni sia stata avanzata “una proposta di politica industriale più ambiziosa, una transizione verso tecnologie pulite, idrogeno verde e modernizzazione produttiva”, improntata “non all’ideologia, ma alla realistica necessità di ridurre l’impatto ambientale, tutelare la salute dei cittadini e dei lavoratori, favorire la competitività internazionale e creare occupazione qualificata”.
Ferrara ha denunciato come “mentre gli altri Paesi fanno del futuro industriale il loro faro strategico, qui da noi parlare di idrogeno verde è diventato un tabù politico”.
Il decreto in discussione, secondo l’analisi del deputato, “non lega stanziamenti a obiettivi di transizione industriale, non impone date, non fissa criteri, non disciplina risultati”.
La critica si è estesa alla contraddizione tra le dichiarazioni della maggioranza e la realtà: “Mentre la maggioranza continua a parlare di continuità, la realtà dei fatti parla una lingua diversa: aumentano i licenziamenti dell’indotto, persistono incidenti, mancano le decisioni strutturali e non c’è un chiaro progetto di sviluppo”.
Ferrara ha concluso il suo intervento con una valutazione negativa del provvedimento: “Questo decreto non risolve, questo decreto rinvia. Questo decreto gestisce l’emergenza come se fosse una normalità”.
