Di Luca Franceschi
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Il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e componente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, ha sollevato forti critiche nei confronti del decreto fiscale del Governo Meloni, definendolo “il terzo inutile e dannoso decreto legge varato” per tentare di affrontare quella che ormai rappresenta una situazione economica emergenziale.
Secondo Turco, all’interno di quello che definisce “il disastro generale del DL fiscale” emerge particolarmente grave l’ennesimo atteggiamento punitivo dell’esecutivo nei confronti dei professionisti, che sono stati nuovamente esclusi dalle agevolazioni destinate all’innovazione.
La denuncia del parlamentare pentastellato trova conferma anche nelle proteste dell’Associazione Nazionale Commercialisti, che ha dovuto evidenziare l’assurdità dell’esclusione dai benefici dell’iperammortamento 2026 per i beni strumentali che colpisce specificamente la categoria professionale.
Turco ha precisato che il Movimento 5 Stelle ha sempre contestato il meccanismo dell’iperammortamento, considerandolo prevalentemente orientato verso le grandi imprese, quelle che dispongono degli imponibili necessari per applicare la superdeduzione, mentre le piccole e medie imprese rischiano di rimanere escluse dai benefici.
Tuttavia, il senatore ha sottolineato come, una volta che il sistema dell’iperammortamento è stato introdotto, risulti incomprensibilmente punitivo escludere i professionisti da questi vantaggi, trattandosi di realtà organizzate che svolgono quotidianamente un ruolo essenziale di supporto verso imprese, famiglie e pubbliche amministrazioni.
Questa esclusione conferma, secondo l’analisi del vicepresidente M5S, una visione miope da parte del governo, come se i professionisti non contribuissero in modo decisivo all’innovazione del Paese.
Per rispondere a questa che considera una vera e propria ingiustizia, Turco ha annunciato la presentazione di una proposta emendativa al decreto fiscale, finalizzata a sanare la discriminazione allargando esplicitamente ai professionisti il perimetro dei benefici previsti dall’iperammortamento.
Il parlamentare ha concluso il suo intervento sottolineando che “non servono slogan” ma sono necessarie “norme eque, coerenti e capaci di sostenere davvero chi lavora, investe e innova”.
