Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Elena Sironi ha duramente criticato la decisione del Governo Meloni di ricorrere nuovamente al voto di fiducia sul decreto fiscale. Secondo l’esponente pentastellata, questo metodo rappresenta una mortificazione del Parlamento e impedisce qualsiasi confronto reale sul merito dei provvedimenti. Si tratta di un prendere o lasciare che esclude ogni contributo utile a migliorare i testi e svuota il ruolo delle Camere.
Questo modo di procedere, secondo Sironi, conferma l’assenza di una visione organica del Paese. La destra è arrivata al Governo facendo opposizione a ciò che era stato costruito in precedenza, ma senza un progetto coerente. Il risultato è una successione di interventi frammentari e scoordinati, che smontano strumenti esistenti senza costruire soluzioni credibili. Una legislazione priva di programmazione, che genera incertezza e inefficienza.
Le conseguenze di questa gestione sono evidenti secondo la senatrice. Sul fronte energetico, il rallentamento delle rinnovabili ha reso l’Italia più esposta alle crisi internazionali e all’aumento dei costi per famiglie e imprese. Sul piano ambientale, il Governo continua a sottovalutare la crisi climatica e gli effetti dell’inquinamento sulla salute dei cittadini. In generale, si governa per slogan e per imposizioni, non attraverso una strategia capace di accompagnare il Paese nelle grandi trasformazioni in corso.
Sironi conclude sottolineando che l’Italia avrebbe bisogno di programmazione, investimenti e scelte lungimiranti. Invece si assiste a un susseguirsi di misure estemporanee e decisioni calate dall’alto, i cui costi economici e sociali ricadono interamente sui cittadini.
