(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Circa cinque milioni di italiani non potranno votare al referendum se non tornando nel comune di residenza, perché il Governo ha deciso così. Sono i fuori sede, sono i giovani lavoratori, sono le persone in cura. Il diritto al voto è un diritto costituzionalmente garantito.
Il governo ha già fatto due sperimentazioni nel 2024 e nel 2025, invece per il 2026 niente. La scusa del tempo che manca non regge proprio, nessuno ha imposto al governo di fissare il referendum per il 22 e 23 marzo.
Il Governo sa benissimo chi sono questi cinque milioni di italiani: tra di loro c’è una forte componente di giovani e i sondaggi ci stanno dicendo che sono quelli più propensi al voto per il “no” al referendum. Il Governo lo sa bene e questa è l’unica ragione per negare il voto ai fuori sede, non il tempo.
Prima il governo ha umiliato il Parlamento impedendo un dibattito serio e qualsiasi modifica alla riforma costituzionale, adesso umilia i cittadini fuori sede che vorrebbero esprimere la loro opinione sulla modifica della Carta fondamentale”.
Così il senatore M5S Roberto Cataldi nella dichiarazione di voto sul decreto elezioni.
