(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La deputata del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino ha espresso dure critiche nei confronti del governo durante il suo intervento in Aula sul Dl Elezioni, accusando l’esecutivo di voler condizionare l’esito del referendum attraverso una strategia di limitazione della partecipazione democratica.
“Non sono stupita dal fatto che il governo abbia detto no agli emendamenti per far votare i fuori sede al referendum, perché diciamoci la verità: le stanno provando tutte per cercare in qualche modo di condizionare a loro favore l’esito del voto”, ha dichiarato Baldino.
La parlamentare pentastellata ha accusato il governo di aver deliberatamente ostacolato la sperimentazione del voto fuori sede negli scorsi due anni, “per poter dire oggi che il numero dei votanti effettivi lontano dal luogo di residenza è basso e quindi non ne vale la pena”.
Secondo Baldino, l’esecutivo starebbe “strumentalizzando qualunque cosa, qualunque fatto di cronaca, qualunque cosa avvenga sul territorio nazionale e anche internazionale. Dalla cronaca nera agli scontri di Torino, fino ai CPR in Albania, provano a dare sempre la colpa ai giudici”.
La deputata ha poi lanciato un attacco più ampio alla strategia governativa: “Non stanno governando il Paese, stanno solo costruendo una narrazione utile al potere. Questa riforma della magistratura è la ciliegina sulla torta di un disegno più ampio: abolizione dell’abuso d’ufficio, indebolimento delle intercettazioni, attacco e clima intimidatorio ai magistrati”.
Baldino ha ricordato che “lo ha detto lo stesso ministro Nordio che questo referendum serve al governo. Vogliono una giustizia su misura e una partecipazione democratica ridotta al minimo: data anticipata, informazione compressa, ostacoli al voto fuori sede per i giovani”.
La strategia governativa, secondo la parlamentare M5S, si baserebbe su un calcolo preciso: “Meno persone votano, più è facile vincere con la propaganda”.
Tuttavia, Baldino ha espresso ottimismo per la mobilitazione giovanile: “Ma la rimonta del No viene proprio dai giovani, che non si fanno abbindolare. Ed è da loro che arriverà la risposta più forte a questa deriva”.
