Di Luca Franceschi
///
Il capogruppo M5S in Commissione finanze del Senato, Marco Croatti, è intervenuto duramente nell’aula di Palazzo Madama durante la discussione sul decreto carburanti ter, esprimendo forti critiche all’operato del Governo Meloni sulla gestione della crisi energetica e dell’inflazione.
Secondo il senatore pentastellato, le imprese energetiche continuano ad accumulare extraprofitti mentre l’esecutivo rimane immobile a guardare. La politica, ha sottolineato Croatti, non serve a dare la colpa a qualcun altro ma a decidere chi deve sopportare maggiormente il peso di una crisi. Il Governo ha fatto questa scelta con il suo immobilismo, facendo ricadere le difficoltà sulle famiglie italiane e sulle imprese.
Il decreto in discussione rappresenta la dimostrazione evidente di questa linea, secondo il parlamentare. Il provvedimento non affronta il problema dell’aumento dei prezzi, non riduce la dipendenza energetica del Paese, per l’ennesima volta non modifica la struttura del mercato e non protegge realmente il potere d’acquisto dei cittadini.
Per mettere a tacere l’opinione pubblica, il decreto si limita a distribuire qualche centesimo ai cittadini, un contentino alla pompa di benzina che verrà immediatamente eroso dall’aumento generale dei prezzi generato dal contesto attuale. Il problema non è soltanto il carburante in sé, ma ciò che il prezzo del carburante produce su tutta l’economia nazionale.
Croatti ha illustrato l’effetto a catena che si genera: ogni aumento del gasolio innalza i costi della logistica, ogni aumento della logistica moltiplica i costi della produzione e ogni aumento della produzione amplifica in modo esponenziale i prezzi finali. Il conto, alla fine, arriva sulla tavola degli italiani.
È proprio qui che emerge il vero fallimento del Governo Meloni, secondo il senatore. Mentre il costo della vita cresce, i salari nel nostro Paese restano i più bassi d’Europa. Aumentano le bollette, aumentano gli affitti, aumenta il costo dei trasporti e aumenta il costo della spesa. Nel frattempo, con l’inflazione in crescita, diminuisce il potere d’acquisto delle famiglie italiane.
L’esecutivo continua ad intervenire con decreti-palliativo che agiscono esclusivamente sugli effetti, senza mai un intervento sulle cause alla radice dei problemi economici che affliggono il Paese.
