(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Giorgia Meloni dice che bisogna impedire la speculazione sui prezzi dell’energia e dei generi alimentari. Parole che arrivano dopo oltre due anni e mezzo di governo in cui non è stata adottata alcuna misura strutturale per fermare davvero la speculazione sui mercati energetici e non solo.
Se L’Esecutivo avesse davvero voluto contrastare la speculazione, sarebbe dovuto intervenire su quattro fronti molto chiari: riforma del mercato elettrico che lega il prezzo dell’energia al gas; rafforzamento dei poteri di controllo sui mercati; grande piano d’investimenti sulle rinnovabili; tassazione seria degli extraprofitti delle grandi aziende energetiche.
Se allora Meloni vuole andare più in là delle solite chiacchiere, per una volta, riscriva l’inutile Dl bollette, ormai superato a destra e a sinistra da tutti gli eventi e preveda al suo interno una vera azione antispeculazione.
Soprattutto la premier ritorni nella storia, metta a fuoco quello che le ha recapitato l’Istat qualche giorno fa: crescita del Pil 2025 a un misero 0,5%; record della pressione fiscale negli ultimi 20 anni, con un 43,1% in rapporto al Pil che rappresenta un dato secondo solo a quello del Governo Monti; prezzo di carne, frutta, pesce e verdura ancora in aumento del 3,6% a febbraio; immediato aumento del prezzo di benzina e gasolio.
Difendere il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività delle imprese significa combattere davvero le rendite speculative nei mercati energetici, non limitarsi a denunciarle a parole”. Lo dichiara il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche.
