Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle e vicepresidente del Senato Mariolina Castellone ha espresso dure critiche al decreto bollette durante la discussione generale in aula, definendolo “nato già morto” e “superato dagli eventi”.
Secondo Castellone, il provvedimento governativo risulta inadeguato di fronte ai drammatici scenari internazionali che stanno caratterizzando questo periodo. La parlamentare ha puntato il dito contro quello che considera un quadro preoccupante a livello europeo e internazionale.
“Vediamo un’Europa totalmente assente e un’Italia guidata da una premier a traino degli Stati Uniti che ha difficoltà a condannare la guerra voluta da Trump e Netanyahu”, ha dichiarato la vicepresidente del Senato, sottolineando come questa incapacità di prendere posizioni nette stia ricadendo sui cittadini italiani con conseguenze economiche devastanti.
La rappresentante del Movimento 5 Stelle ha poi rivendicato il ruolo dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ottenuti durante il governo presieduto da Giuseppe Conte, come unico elemento che sta impedendo all’Italia di entrare in recessione.
Di fronte ai numerosi dati economici negativi, tra cui spicca il crollo della produzione industriale che prosegue ormai da tre anni, Castellone ha accusato l’esecutivo di totale inazione. Particolarmente critica la decisione di eliminare le risorse destinate alle imprese attraverso il programma Transizione 5.0.
La senatrice ha evidenziato come il carovita continui a pesare sulle famiglie italiane, con l’inflazione alimentare ed energetica che si scontra con salari rimasti fermi. In questo contesto, ha definito il governo in uno “stato confusionale totale”, accusandolo di procedere con decreti inefficaci.
Riguardo alle soluzioni per fronteggiare il caro energia, Castellone ha indicato una strada precisa: “La strategia a lungo termine per difendersi dal caro energia esiste e si raggiunge con l’indipendenza e negli investimenti in rinnovabili”.
Infine, la vicepresidente del Senato ha lanciato un attacco diretto alla maggioranza di governo: “Dicono che la coperta è corta ma la verità è che hanno deciso di investire in armi e non nei servizi per i cittadini”. Un affondo concluso con un appello provocatorio: “Se davvero si vogliono definire ‘patrioti’ inizino a occuparsi sul serio di un Paese che per colpa della loro incapacità è travolto da una situazione disastrosa”.
