Di Luca Franceschi
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L’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità ha formalmente cessato la propria attività il 1° dicembre 2025. Nonostante la scadenza naturale del mandato e il superamento del termine massimo di prorogatio previsto dalla normativa vigente, fissato in modo inderogabile al 15 gennaio 2026, l’organismo continua a svolgere le proprie funzioni in totale assenza di un potere legale che ne giustifichi l’operatività.
Si tratta di una situazione di eccezionale gravità dal punto di vista istituzionale, considerando che un organo tanto delicato, istituito specificamente per garantire la tutela dei diritti sanciti dalla Convenzione delle Nazioni Unite, si trova oggi a operare al di fuori del quadro normativo di riferimento.
Per questa ragione, il senatore del Movimento 5 Stelle Orfeo Mazzella, vicepresidente della X Commissione di Palazzo Madama, ha sollevato la questione in Parlamento attraverso la presentazione di un’interrogazione. L’obiettivo è quello di ottenere chiarimenti in merito a questo esercizio abusivo di funzioni, che ha portato all’organizzazione di una seduta lo scorso 19 febbraio e ha già previsto una nuova convocazione per il prossimo 29 aprile.
Oltre alla violazione evidente delle disposizioni amministrative in materia, la situazione configura un potenziale danno erariale. L’utilizzo indebito di personale, strutture e risorse pubbliche per il funzionamento di un organismo decaduto rappresenta infatti un problema di rilevante portata economica oltre che giuridica.
La gestione delle politiche dedicate alla disabilità necessita di trasparenza e rigore amministrativo, non di un approccio approssimativo che rischia di vanificare ogni determinazione assunta da un organismo i cui componenti risultano, a tutti gli effetti pratici e giuridici, decaduti dal loro incarico.
Secondo quanto dichiarato dal parlamentare pentastellato, i cittadini sono stanchi di assistere a una gestione propagandistica sulla pelle delle persone più fragili, mentre vengono ignorate le norme fondamentali dello Stato. La legalità non può essere considerata un elemento accessorio e facoltativo, e l’esecutivo in carica deve cessare immediatamente di mancare di rispetto agli italiani attraverso questa gestione inadeguata e priva del necessario rispetto per le regole.
