(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“In Afghanistan c’è un vero e proprio apartheid di genere che non scandalizza tanto quanto altri tipi di apartheid, sembra come un incidente di percorso che può essere tollerato. Le donne afghane hanno vissuto e continuano a vivere l’indicibile. In pochissime sono riuscite a uscire da questa situazione terribile e stanno ancora combattendo la loro resistenza.
Proprio come viene descritto nel libro di Angela Iantosca ‘Donne. Resistenza. Libertà. Storie di ventuno donne afghane in lotta per la vita’, tra queste donne e le nostre madri costituenti c’è un parallelismo.
La più giovane madre costituente, Teresa Mattei, è colei che ha inserito nell’articolo 3 della nostra Costituzione la locuzione ‘di fatto’ riferita agli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana.
La Costituzione che ci siamo dati dopo la Resistenza parla sì di cittadini e lavoratori, ma prima di tutto parla di persone umane.
Eppure i diritti per nascita delle donne vengono acquisiti solo dopo un processo di resistenza come è successo in Italia, come sta accadendo in Afghanistan.
Non diamo mai per scontati diritti che scontati non sono.
Come occidentali abbiamo illuso le donne Afghane di poter conquistare la libertà e poi la abbiamo abbandonate.
È arrivato il momento di dare loro la dignità connaturata all’essere umani”.
Così la senatrice Alessandra Maiorino, vicecapogruppo M5S al Senato, aprendo i lavori della conferenza stampa “Donna. Resistenza. Libertà”.
