Di Luca Franceschi
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Il senatore Stefano Patuanelli, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, ha espresso in una nota la posizione del suo partito sulla situazione economica italiana e sulle scelte del Governo in materia di bilancio.
Patuanelli ha evidenziato come il Governo e il ministro dell’Economia Giorgetti si trovino in una condizione di grande difficoltà e imbarazzo, non essendo riusciti in oltre tre anni a conseguire risultati concreti sul piano economico, sociale e contabile.
Il parlamentare ha ricordato come il Movimento 5 Stelle avesse già messo in guardia in tutte le sedi possibili contro una politica economica basata esclusivamente su tagli, tasse e misure depressive, adottate a qualsiasi costo pur di raggiungere un determinato obiettivo contabile.
Secondo Patuanelli, questo approccio ha affossato l’economia e la crescita a tal punto da rendere impossibile il raggiungimento degli stessi obiettivi contabili prefissati.
Nonostante gli avvertimenti, il Governo ha proseguito su questa strada andando incontro a un fallimento su cui, secondo il vicepresidente pentastellato, dovrebbe riflettere con grande umiltà.
Il senatore ha quindi sollecitato l’Esecutivo a chiarire quali siano le sue intenzioni future, considerato il madornale errore commesso nel vincolarsi rigidamente a un Patto di stabilità paralizzante, senza riuscire a ottenerne la sospensione.
Il Movimento 5 Stelle ha espresso disponibilità a sostenere uno scostamento di bilancio, come evocato dal ministro Giorgetti nel Documento di Economia e Finanza, ma a condizioni precise.
Le risorse recuperate attraverso lo scostamento dovranno essere destinate a favore degli italiani, dei lavoratori, delle famiglie, delle imprese, del welfare, dello sviluppo industriale e della protezione del tessuto socio-economico dagli effetti del caro energia e dell’inflazione.
Patuanelli ha però posto un limite invalicabile: il Movimento 5 Stelle non è disponibile ad approvare scostamenti di bilancio destinati unicamente alle spese in difesa.
La nota si conclude con un appello al Governo affinché compia almeno una scelta degna di questo nome.
