Di Luca Franceschi
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Il ministro Giorgetti è tornato a parlare di conti in ordine, di avanzo primario, di prudenza e rigore, degli applausi ricevuti da mercati e agenzie di rating. Tuttavia, la realtà dei numeri racconta una storia completamente diversa. A causa delle scelte del governo la crescita economica è ferma allo zero, il debito pubblico ha raggiunto quasi il 140 per cento del PIL e la pressione fiscale ha toccato il livello più alto degli ultimi dieci anni.
Dopo quattro manovre finanziarie e i danni provocati, il ministro continua ancora a scaricare le responsabilità sul Superbonus. Non solo, questa volta si è addirittura spinto oltre, attribuendo la colpa al Parlamento che lo ha prorogato. Viene da chiedersi se ci sia piena consapevolezza di quello che sta realmente accadendo nel nostro Paese.
I dati dell’Istat parlano chiaro: le retribuzioni reali nell’ultimo trimestre del 2025 registrano ancora un preoccupante meno 7,8 per cento rispetto al primo trimestre del 2021. Bankitalia ha lanciato l’allarme sostenendo che con una crescita reale sotto l’1 per cento annuo l’Italia non può pensare di risolvere i suoi problemi strutturali.
Si contano tre anni consecutivi di calo della produzione industriale, crescita economica ferma allo zero, record della pressione fiscale, diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie italiane. Milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta, mentre altrettanti milioni sono costretti a rinunciare alle cure sanitarie perché non possono permettersi di rivolgersi alla sanità privata.
A questo quadro già drammatico si aggiungono il caro carburante e i salari che restano bloccati, dopo che il governo ha detto no all’introduzione del salario minimo. Un vero e proprio disastro a cui si sommano i recenti dati diffusi da Eurostat, che hanno confermato come l’Italia non uscirà dalla procedura di infrazione della Commissione europea.
Questo è il risultato concreto delle politiche di austerità portate avanti dal governo. Per ognuno di questi punti critici non esistono giustificazioni plausibili. L’unica cosa da fare sarebbe chiedere scusa a tutti coloro che ogni giorno attendono risposte che non arrivano mai.
Queste le parole del deputato M5S Leonardo Donno, intervenuto in aula durante la discussione generale sul Documento di finanza pubblica.
