Di Luca Franceschi
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Il caso Delmastro continua a tenere banco nella politica italiana, con il Movimento 5 Stelle che intensifica gli attacchi al sottosegretario alla Giustizia. La questione ruota attorno ai rapporti d’affari che il rappresentante del governo avrebbe intrattenuto con la famiglia Caroccia, coinvolta in vicende giudiziarie legate al clan Senese.
Secondo quanto denunciato dai pentastellati, Delmastro avrebbe costituito una società insieme ai Caroccia, una famiglia che secondo le ricostruzioni giudiziarie avrebbe agito come prestanome e riciclatore per conto del clan criminale senese. La vicenda assume particolare gravità considerando il ruolo istituzionale ricoperto dall’interessato nel governo.
Il Movimento 5 Stelle punta il dito contro quello che definisce il silenzio della premier Meloni sulla questione. I pentastellati accusano la leader di Fratelli d’Italia di derubricare la vicenda a semplice leggerezza, nonostante le implicazioni che potrebbe avere per uno dei vertici del sistema giustizia italiano.
Particolarmente critica viene considerata la frequentazione assidua da parte del sottosegretario del ristorante gestito dalla famiglia Caroccia, fino alla costituzione della società per la gestione dei locali poi finiti nel mirino dell’inchiesta che ha portato alla condanna di Mauro Caroccia e del boss Michele Senese.
Sul fronte parlamentare, il M5S lamenta l’immobilismo della commissione Antimafia, che nonostante le richieste di aprire un’indagine specifica sul caso non avrebbe ancora convocato l’ufficio di presidenza per avviare gli approfondimenti ritenuti necessari. I pentastellati chiedono che vengano ascoltati sia Delmastro che i giornalisti che hanno seguito la vicenda.
Un altro aspetto della questione riguarda il ruolo della scorta di secondo livello assegnata al sottosegretario. Secondo quanto sollevato dal M5S, occorrerebbe chiarire come sia stato gestito il servizio di protezione nei luoghi frequentati da Delmastro, considerando che la scorta è tenuta a compiere accertamenti e bonifiche sui luoghi abitualmente frequentati dalla persona protetta.
Per ottenere chiarimenti su questo specifico aspetto, i rappresentanti del Movimento hanno presentato un’interrogazione parlamentare rivolta ai ministri Nordio e Piantedosi, con prima firmataria l’onorevole Appendino e la partecipazione dei deputati Colucci e D’Orso.
La posizione del M5S è netta: il governo non può sottrarsi alle proprie responsabilità né evitare di fornire spiegazioni dettagliate su una vicenda che tocca direttamente uno dei suoi rappresentanti in un ruolo così delicato come quello della Giustizia.
