Di Luca Franceschi
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Secondo quanto denuncia il deputato di Fratelli d’Italia Silvio Giovine, durante il decennio in cui hanno governato le forze del cosiddetto “campo largo” – dal 2013 al 2021 – i ministri dell’industria non hanno acquisito visibilità in ambito europeo. Questi esponenti, provenienti dai governi a guida del Partito Democratico e successivamente da quelli a direzione Movimento Cinque Stelle, sarebbero rimasti completamente sconosciuti nei circoli decisionali europei.
La critica principale di Giovine riguarda l’assenza totale di questi ministri dai Consigli della Competitività, organi fondamentali dove viene effettivamente elaborata la politica industriale europea. Il bilancio degli anni di governo di sinistra risulterebbe desolante: nessuna partecipazione per Zanonato e Guidi, una sola comparsa ciascuno per Calenda e Di Maio, e ancora zero presenze per Patuanelli.
Questo quadro viene sintetizzato dall’esponente di Fratelli d’Italia come un’assenza strutturale dalle sedi europee cruciali, definendo il ruolo dei ministri del “campo largo” come “fuori campo, assenti, latitanti”. Giovine sottolinea infine che durante il governo di queste forze, le decisioni riguardanti l’Italia venivano prese da altri attori europei, in assenza di una rappresentanza italiana adeguata e autorevole.
