Di Luca Franceschi
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La situazione dell’assessora regionale del Piemonte Elena Chiorino si aggrava sempre di più alla luce dei nuovi dettagli emersi dalle indagini sulla società “Le 5 forchette srl”. Secondo la deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino, ogni ora che trascorre rende la posizione dell’assessora sempre più insostenibile.
La parlamentare pentastellata si rivolge direttamente alla premier Giorgia Meloni, chiedendole di intervenire per esigere le dimissioni immediate di Chiorino dalla giunta regionale piemontese. “Molli la poltrona”, l’invito diretto dell’esponente M5S, che definisce le dimissioni presentate a metà della settimana scorsa “un’offesa all’intelligenza dei piemontesi e di tutti gli italiani”.
Appendino annuncia che, qualora l’assessora non dovesse lasciare l’incarico immediatamente, il Movimento 5 Stelle porterà le proprie richieste direttamente in Consiglio Regionale, dove verranno esposte “a gran voce” già nella giornata di domani.
Le accuse mosse dalla deputata sono particolarmente severe: secondo le indagini in corso, Fratelli d’Italia avrebbe collocato in posizioni chiave della giustizia, sia a livello governativo che alla vicepresidenza del Piemonte, persone che avrebbero “spalancato le porte delle istituzioni alla mafia”. Tutto questo, sottolinea Appendino, sarebbe avvenuto proprio mentre venivano smantellati i presìdi di legalità e indeboliti i controlli amministrativi.
Il mantenimento di queste figure in ruoli strategici per il Piemonte viene definito dalla parlamentare M5S come “un insulto alla memoria di chi ha immolato la propria vita per la lotta alla criminalità organizzata”, un riferimento che sottolinea la gravità delle accuse e l’importanza simbolica della questione nel contrasto alle infiltrazioni mafiose nelle istituzioni.
