Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Elena Sironi ha definito il disegno di legge sulla caccia un’idiozia nel senso etimologico del termine, ovvero la scelta di anteporre l’interesse di pochi al bene comune. Secondo la parlamentare, si tratta di un provvedimento che procede in direzione opposta rispetto alla tutela della biodiversità, alle indicazioni della comunità scientifica, alle norme europee e persino al sentire della grande maggioranza degli italiani.
L’intervento è arrivato durante la discussione in Aula sul ddl di riforma della legge sulla caccia. Sironi ha contestato la narrazione del Governo secondo cui questo testo servirebbe a gestire la fauna selvatica.
Per dimostrare l’assurdità di questa posizione, la senatrice ha citato una delle pratiche che vengono di fatto favorite dal provvedimento: quella dei richiami vivi. Si tratta di uccelli catturati, rinchiusi per mesi in gabbia e utilizzati per attirarne altri che vengono poi abbattuti. La parlamentare ha chiesto provocatoriamente se questa sia davvero l’idea di tutela della biodiversità sostenuta dalla maggioranza.
Sironi ha ricordato come negli ultimi decenni si sia consumato territorio, distrutto habitat e compromesso ecosistemi fondamentali. Per questo motivo l’Unione europea chiede all’Italia di ripristinare la natura e aumentare la presenza delle specie selvatiche, non certo di ampliare le possibilità di abbattimento.
Il Regolamento europeo sul ripristino della natura impone obiettivi chiari anche per l’incremento delle popolazioni di uccelli nelle zone agricole, mentre questo disegno di legge procede nella direzione opposta.
La senatrice pentastellata ha affermato che non può essere la tradizione a giustificare qualsiasi pratica. La società evolve proprio perché è capace di distinguere ciò che merita di essere conservato da ciò che appartiene al passato. Per chi vuole praticare il tiro a segno esistono i poligoni, ha sottolineato, non c’è alcuna ragione per trasformare la fauna selvatica in un bersaglio.
Secondo Sironi, questo ddl entra in rotta di collisione con l’articolo 9 della Costituzione, con la Direttiva Habitat, con la Direttiva Uccelli, con la Convenzione di Berna e con gli obiettivi europei di ripristino degli ecosistemi. Il provvedimento è stato contestato dalle associazioni ambientaliste, richiamato dalla Commissione europea e persino la Santa Sede ha ribadito il dovere morale della tutela del creato.
La parlamentare del Movimento 5 Stelle si è augurata che anche nella maggioranza prevalga il senso di responsabilità e che questo provvedimento venga fermato. La fauna selvatica non appartiene a una lobby, ma a tutti i cittadini, ha concluso Sironi, ribadendo che difendere la biodiversità significa difendere il nostro futuro.
