Di Luca Franceschi
///
Al Ministero della Cultura si consuma l’ennesimo capitolo di una faida interna alla maggioranza di governo. Il ministro, dopo essere stato commissariato, decide a sua volta di commissariare la lunga mano del commissario Fazzolari, in una spirale di nomine e contronomine che certificano il livello di caos e conflittualità attraverso cui sta passando l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
Quello a cui si assiste sembrano i fuochi d’artificio conclusivi di uno scontro senza esclusione di colpi, che sta progressivamente sgretolando quella che era solo un’apparente compattezza di una maggioranza sempre più frammentata e concentrata unicamente su battaglie per il controllo del potere.
La situazione appare ormai fuori controllo: mentre il Paese deve fare i conti con salari bloccati, un settore industriale in profonda crisi e l’emergenza del caro energia, i rappresentanti del governo sembrano non avere più una direzione chiara e cercano di nascondere la loro fragilità con presunte aperture nei confronti delle opposizioni.
Di fronte a questo scenario, il deputato del Movimento 5 Stelle Gaetano Amato pone una questione diretta e inevitabile: quando arriveranno le dimissioni del ministro Giuli e della sottosegretaria Borgonzoni?
