Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle lancia un duro attacco contro la legge Foti che ha profondamente modificato il funzionamento della Corte dei Conti. Secondo i pentastellati, il governo Meloni avrebbe smantellato l’intero sistema di controllo e sanzionamento nei confronti di chi amministra e spende il denaro pubblico.
La denuncia arriva dopo che Il Fatto Quotidiano ha documentato una serie di risarcimenti andati letteralmente in fumo, nonostante fossero stati accertati sprechi di denaro pubblico. La legge ha infatti rivisto in maniera restrittiva la definizione di colpa grave punibile, con la conseguenza che ulteriori somme dei contribuenti finiscono nel buco nero degli sprechi nazionali.
Le modifiche introdotte dalla normativa prevedono che l’amministratore negligente che causa perdite di denaro pubblico sia tenuto a risarcire non più del trenta per cento del danno accertato e comunque non oltre due annualità lorde del proprio stipendio. Una limitazione che riduce drasticamente la portata delle sanzioni.
Ma le criticità non si fermano qui. La legge ha eliminato le sanzioni per negligenza, imprudenza o imperizia. Come se ciò non bastasse, viene sempre presunta la buona fede dei politici nella firma degli atti, salvo i casi di dolo, quando questi atti siano stati vistati dai responsabili degli uffici competenti.
Secondo il Movimento 5 Stelle si tratterebbe di un via libera generalizzato per gestire le risorse dei cittadini seguendo logiche clientelari e interessi di parte ristretta, a scapito della collettività.
A peggiorare ulteriormente il quadro, la seconda parte della legge, che dovrà essere attuata con decreti di imminente emanazione, delinea un controllo fortemente gerarchizzato e centralizzato sull’operato dei magistrati contabili, con un evidente potere di condizionamento da parte della politica.
I capigruppo del Movimento 5 Stelle nelle commissioni Affari Costituzionali concludono definendo la situazione un disastro senza precedenti e denunciando quella che a loro avviso rappresenta una vergognosa logica di potere di una casta.
