Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Anna Bilotti ha illustrato oggi in conferenza stampa a Palazzo Madama i contenuti di un nuovo disegno di legge dedicato alle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza e alla tutela della salute mentale delle persone detenute. Si tratta di un intervento normativo che ambisce a rappresentare un passaggio strutturale fondamentale, completando il percorso avviato con la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari.
L’iniziativa legislativa richiede coraggio politico e visione riformatrice, ma soprattutto un impegno costante nel ripensare il rapporto tra giustizia, salute mentale e tutela dei diritti fondamentali. La senatrice ha espresso soddisfazione per la presenza trasversale di colleghi parlamentari, sottolineando come un tema di tale rilevanza sociale non possa essere divisivo e debba vedere l’intero arco parlamentare impegnato in modo unitario.
Tra le disposizioni più significative del disegno di legge spicca la valorizzazione del personale sanitario che opera nell’ambito penale. Si tratta di professionisti che svolgono la loro attività in condizioni estremamente complesse, affrontando un carico emotivo molto elevato e operando frequentemente con risorse insufficienti. L’indennità prevista dal provvedimento rappresenta un riconoscimento concreto del ruolo cruciale svolto da questi operatori e costituisce un investimento strategico sulla qualità complessiva del sistema.
Il disegno di legge affronta inoltre la drammatica realtà della salute mentale delle persone detenute, prevedendo l’adozione di un Piano nazionale dotato di criteri e obiettivi precisi. Esiste infatti un problema significativo relativo alla rete territoriale, considerando che le strutture coinvolte operano spesso in condizioni di isolamento. Per questo motivo il provvedimento stabilisce che una quota vincolata dei fondi sia destinata specificamente ai dipartimenti di salute mentale.
Una delle criticità più gravi riguarda il momento dell’uscita dalle REMS, quando si verifica un’ulteriore frattura nel percorso di cura e le persone non vengono adeguatamente accompagnate nel reinserimento sociale. Il disegno di legge intende colmare questa lacuna con misure specifiche di continuità assistenziale.
La senatrice Bilotti ha tenuto a precisare un concetto fondamentale: le REMS non sono e non devono essere considerati luoghi di detenzione mascherata, bensì presidi sanitari veri e propri. Come tali devono essere trattati, attraverso un cambio radicale dell’approccio culturale e operativo sulla materia.
Le persone sottoposte a misure di sicurezza hanno diritto a essere curate adeguatamente. La sicurezza collettiva non si costruisce erigendo muri o trasformando il carcere e questi istituti in una sorta di discarica sociale. Lo Stato ha il dovere costituzionale di garantire i diritti di queste persone, anche nell’ottica di prevenire la recidiva e realizzare concretamente quella sicurezza che viene spesso invocata a parole ma raramente perseguita con politiche efficaci nei fatti.
